Nel marzo 2002, i pannelli solari del telescopio spaziale Hubble sono stati riportati sulla Terra. Dopo otto anni nello spazio, i pannelli forniti dall’ESA erano costellati di crateri da impatto con un diametro fino a 8 mm.
I crateri sono stati causati da frammenti di detriti spaziali che viaggiavano a grande velocità. Viaggiando più velocemente di un proiettile, anche una semplice scaglia di vernice può danneggiare gravemente un veicolo spaziale. Alla fine del 2003 erano sotto osservazione circa 10.000 frammenti di detriti, tra cui veicoli spaziali fuori uso, vecchi stadi di razzi e alcuni attrezzi persi durante le passeggiate spaziali.
Molti altri oggetti sono troppo piccoli per essere rilevati. Potrebbero esserci mezzo milione di oggetti con un diametro compreso tra 1 e 10 cm, ma nessuno conosce la cifra esatta. L’ESA sta affrontando il problema dei detriti in vari modi. Il laboratorio Columbus sulla Stazione Spaziale Internazionale sarà protetto da uno speciale scudo.
Gli scienziati dell'ESA in Germania e nei Paesi Bassi tengono un catalogo di tutti gli oggetti noti che orbitano attorno alla Terra. Utilizzano questi dati per studiare i detriti spaziali e fornire avvisi preventivi su possibili collisioni.
Le informazioni sui detriti orbitali provengono da un radar situato in Germania e da un telescopio dell’ESA a Tenerife, in Spagna. L’ESA sta inoltre cercando di stipulare accordi internazionali per ridurre i detriti spaziali e migliorare la sicurezza dei voli spaziali.