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I satelliti controllano la diffusione della macchia di petrolio

Spacecraft monitor threat of spreading oil spill
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Il petrolio è essenziale per la vita moderna. Senza questo prezioso carburante le automobili e i camion non potrebbero viaggiare, gli aerei non volerebbero e molte industrie si fermerebbero. Se non gestito correttamente, tuttavia, il petrolio può rappresentare anche un grave pericolo per la natura. Le macchie di petrolio possono diffondersi su immense aree dell'oceano, ricoprendo di una densa melma marrone tutto ciò che incontrano, uccidendo molti uccelli e organismi marini e distruggendo le spiagge sabbiose o la barriera corallina.

La più recente catastrofe causata dal petrolio è iniziata lo scorso 22 aprile, quando una piattaforma di estrazione è esplosa e affondata nel Golfo del Messico. Da allora, milioni di barili di greggio sono fuoriusciti da un pozzo danneggiato sul fondo marino, provocando un disastro ambientale di enormi proporzioni.

Envisat, artist's impression
Envisat, rappresentazione artistica

L'avanzata del "mostro" marrone è stata osservata da numerosi satelliti, tra i quali l'Envisat dell'ESA. Questi "occhi nello spazio" forniscono informazioni essenziali e sempre aggiornate a migliaia di addetti delle istituzioni pubbliche e a un numero molto maggiore di persone che vivono di pesca e di turismo.

Gli strumenti ottici a bordo dei satelliti controllano la macchia durante il giorno, quando non vi sono nubi nella zona. Gli strumenti radar riescono a vedere la coltre oleosa di notte e sotto le nubi. Potendo disporre di informazioni sulle onde e sulle correnti oceaniche, è possibile prevedere come la macchia si diffonderà.

Le immagini mostrano che il petrolio è rimasto intrappolato in una corrente circolare che, almeno per il momento, lo tiene ben lontano dalla maggior parte della Florida. Nel frattempo è iniziata la stagione degli uragani e i satelliti cercano di individuare le potenti tempeste che potranno ritardare i tentativi di chiudere in modo definitivo la falla.