Chi segue regolarmente le previsioni del tempo in TV conosce bene le immagini dell'Europa riprese da un satellite Meteosat sopra l'equatore. Meno note sono quelle dei satelliti MetOp, che si spostano da un polo all'altro ad altitudini molto inferiori. Il primo della serie, MetOp-A, è oggi al suo sesto anno di attività e per questo è in fase di preparazione il lancio del satellite che prenderà il suo posto.
Se tutto procederà secondo i piani, MetOp-B decollerà a bordo di un razzo Soyuz dalla base di Baikonur in Kazakistan il 17 settembre. Il satellite verrà rilasciato ad un'altezza di 817 km e seguirà un'orbita sincrona rispetto al Sole. Ciò significa che Metop-B passerà ripetutamente nella stessa area alla stessa ora locale così che il Sole si trovi sempre ad un'altezza simile rispetto all'orizzonte.

Metop-B è il secondo di tre satelliti identici ad orbita polare. Una volta entrato in orbita, MetOp-B affiancherà per un po' MetOp-A, garantendo l'invio continuo di dati di alta qualità per le previsioni meteorologiche e il monitoraggio climatico. MetOp-C sarà il terzo ed ultimo satellite della serie. Il suo lancio è previsto per il 2016.
I satelliti MetOp sono dotati di 11 strumenti per la raccolta dei dati relativi al meteo e al clima del pianeta. Rilevano la temperatura atmosferica, l'umidità, la velocità del vento e l'ozono. Monitorano, inoltre, la presenza di gas come anidride carbonica, protossido di azoto e metano. MetOp impiega cinque giorni ad effettuare la copertura globale con tutti i suoi strumenti.
È dotato di cinque nuovi strumenti europei, di cui uno invia impulsi radar che consentono di misurare la velocità del vento sugli oceani. L'ESA conduce il progetto per conto di EUMETSAT, organizzazione europea per l'osservazione meteorologica. Le navicelle sono state realizzate da un gruppo industriale europeo capeggiato da Astrium.