Vi è mai capitato di guardare il cielo di notte e di chiedervi se là nello spazio, oltre il nostro Sistema Solare, ci siano altri pianeti? Gli astronomi hanno scoperto che ci sono! Si chiamano pianeti extrasolari, o più brevemente esopianeti. Ne sono già state scoperte migliaia, ma il loro numero continuerà a crescere con l'avanzare delle ricerche.
Gli esopianeti sono molto lontani, perciò è molto difficile identificarli con immagini fotografiche. Per questa ragione, gli astronomi usano varie tecniche alternative per cercarli, ad esempio l’osservazione dei “dondolii stellari” dovuti alla gravità degli esopianeti orbitanti. Questo metodo, insieme ad altri, permette agli astronomi non solo di individuare gli esopianeti, ma anche di determinare la loro massa e la distanza con cui orbitano intorno alle loro stelle. A questo punto, ciò che ci serve è un telescopio specializzato che ci permetta di stabilire la grandezza degli esopianeti. Ed è qui che entra in gioco CHEOPS!
Lanciato nel dicembre 2019, CHEOPS – il cui nome completo è CHaracterising ExOPlanet Satellite – è una missione dell’ESA volta ad aiutarci a conoscere meglio gli esopianeti. Anziché cercare nuovi esopianeti, CHEOPS studierà quelli che abbiamo già individuato e per i quali è stata calcolata la massa del pianeta.
CHEOPS dispone di un fotometro tecnologicamente avanzato ed estremamente sensibile che è in grado di misurare l’intensità della luce. In particolare, CHEOPS può misurare la diminuzione di luminosità di una stella che si verifica quando un esopianeta le passa davanti e blocca una parte della sua luce. Sulla base di questo dato, gli scienziati della missione potranno calcolare le dimensioni dell’esopianeta! Combinando queste misure con i dati sulla massa, sarà possibile determinare anche la densità degli esopianeti. Potremo così acquisire indizi importanti per capire di che cosa sono fatti. Sono mondi di roccia o giganti gassosi? È possibile che vi siano grandi oceani sulla loro superficie?

Con queste informazioni, gli scienziati potranno compilare un elenco degli esopianeti su cui è più probabile che vi sia un’atmosfera. I pianeti così classificati potranno essere studiati più a fondo dai futuri astronomi, che potranno usare telescopi ancora più potenti e strumenti ancora più sensibili per studiare questi mondi lontani. Quali segreti scopriranno grazie a CHEOPS?
Curiosità: il fotometro di CHEOPS è talmente sensibile da poter studiare esopianeti relativamente piccoli – fino alle dimensioni di Nettuno!