Dal suo lancio ad aprile 2010, la navicella CryoSat dell'ESA ha orbitato sul Polo Nord e il Polo Sud del pianeta. La sua missione è quella di osservare i cambiamenti nello spessore del ghiaccio che ricopre queste regioni.
Dopo tre anni di osservazioni, CryoSat ha confermato che il volume della calotta glaciale artica (Polo Nord) sta diminuendo. CryoSat ha poi dimostrato che anche la calotta glaciale antartica occidentale (Polo Sud) si sta assottigliando, perdendo oltre 150 chilometri cubi di ghiaccio ogni anno. Questo equivale a una lastra di ghiaccio larga 1 km, profonda 1 km e lunga 150 km!
Le massicce coltri di ghiaccio che ricoprono le regioni polari della Terra non sono permanenti. Si espandono nei periodi più freddi, noti come ere glaciali, e si restringono quando le temperature aumentano o quando cambiano le condizioni locali. Anche la calotta glaciale antartica, che ha uno spessore di quasi 3 km, può risentire di questi cambiamenti.

L'Antartico occidentale è attualmente interessato da una rapida perdita di ghiaccio. CryoSat ha mostrato che questo fenomeno riguarda soprattutto i ghiacciai che defluiscono nel Mare di Amundsen. La velocità di assottigliamento del ghiaccio sale a 4-8 m ogni anno nelle zone in cui i ghiacciai di Pine Island, Thwaites e Smith si staccano dalla terraferma e iniziano a muoversi verso l'oceano.
In passato si riteneva che lo scioglimento dei ghiacciai nell'Antartide occidentale avesse causato un innalzamento globale del livello del mare di 0,28 mm l'anno tra il 2005 e il 2010. I nuovi risultati forniti da CryoSat sembrano tuttavia indicare che il contributo di questa regione all'innalzamento dei mari sia ancora più grande! È possibile che il ghiaccio si stia assottigliando più velocemente di quanto gli scienziati ipotizzassero in passato, ma è anche possibile che CryoSat riesca a fornire dati più accurati di quelli prodotti dagli altri satelliti!