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Esopianeti

We do not yet have the technology to take detailed photos of exoplanets, but an artist created this picture of what one may look like. Copyright: ESA/Hubble, M. Kornmesser
Non disponiamo ancora della tecnologia necessaria per scattare foto dettagliate degli esopianeti, ma un artista ha realizzato questa immagine per illustrare come potrebbe apparire uno di essi. Copyright: ESA/Hubble, M. Kornmesser
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Il Sistema solare contiene otto pianeti che orbitano attorno alla nostra stella, il Sole. Ma lo sapevate che là fuori nello spazio ci sono molti, molti altri pianeti che orbitano attorno al stelle che vediamo di notte? Si chiamano pianeti extrasolari, o esopianeti in breve.

Scoprire gli esopianeti è estremamente difficile. Sono talmente lontani che non possiamo vederli osservando semplicemente lo spazio con un normale telescopio. Sono anche molto piccoli e ‘pallidi’ rispetto alle stelle intorno a cui orbitano. Ciò significa che gli astronomi a caccia di esopianeti devono armarsi di tecniche davvero potenti!

Il primo metodo utilizzato dagli astronomi per individuare gli esopianeti è chiamato “velocità radiale”, ma ha un soprannome più semplice: “oscillazione stellare”! Quando un pianeta orbita attorno a una stella, il pianeta gravità esercita una forza sulla stella, facendo sembrare, dal nostro punto di vista, che la stella oscilli nello spazio. L'effetto è minimo, ma utilizzando strumenti molto sensibili è possibile individuare alcuni esopianeti che provocano l'oscillazione delle loro stelle!

Oggigiorno, il metodo del transito è una tecnica di rilevamento più diffusa. Quando un esopianeta passa davanti alla propria stella, può oscurare una minima parte della luce di quest’ultima. Questo fenomeno è chiamato “transito”. Dal nostro punto di vista sulla Terra, la stella appare leggermente più fioca durante il transito, per poi tornare più luminosa una volta che il pianeta smette di oscurarne la luce. Questo è un indizio della possibile presenza di un esopianeta! I transiti sono difficili da rilevare perché la variazione di luminosità è molto piccola, ma speciali telescopi dedicati alla ricerca di pianeti, come quello dell’ESA CoRoT hanno riscosso un grande successo! L’ESA del 2019 CHEOPS Anche questa missione utilizza il metodo del transito.

Transiting exoplanet
Esopianeta in transito

L’astrometria è un’altra tecnica, che verrà utilizzata dal programma dell’ESA Gaia missione. Di notte possiamo osservare le stelle che si muovono lungo traiettorie nel nostro cielo e siamo in grado di prevedere le loro posizioni con estrema precisione per molti anni. Se una stella ha un pianeta, il suo movimento sarà leggermente diverso da quanto previsto: solo di una quantità minuscola, ma sufficiente perché Gaia lo rilevi!

Questi sono i metodi principali usati per individuare i pianeti extrasolari, ma ne esistono anche altri. A volte è perfino possibile fotografarli usando gli osservatori professionali – benché le immagini risultanti appaiano molto meno nitide rispetto a quelle dei pianeti del nostro Sistema Solare.

Children imagine exoplanets
I bambini immaginano gli esopianeti

Finora, grazie all’uso di tutte queste tecniche, sono stati scoperti migliaia di pianeti extrasolari e ne stiamo individuando sempre di nuovi. Potrebbe esserci vita su qualcuno di essi? Forse addirittura creature intelligenti Vi piacciamo? Cosa ne pensate?

Questo è di certo un momento molto interessante per studiare gli esopianeti!