L'astronauta dell'ESA Alexander Gerst si trova attualmente a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, ma sta lavorando con un robot qui sulla superficie terrestre! Il robot si chiama Rollin’ Justin ed è stato realizzato dal DLR, il Centro Aerospaziale Tedesco.
Alexander e Rollin’ Justin hanno contribuito allo sviluppo di tecnologie e tecniche che consentano agli astronauti nelle stazioni spaziali di guidare i robot all’opera sulla superficie dei pianeti. In futuro potrebbero trattarsi di stazioni e robot su Marte, ma per ora dobbiamo fare pratica un po’ più vicino a casa! Per simulare una missione futura, Rollin’ Justin è stato installato nella sede del DLR a Oberpfaffenhofen, in Germania, all’interno di un’area speciale allestita in modo da assomigliare al pianeta Marte.

Dalla Stazione Spaziale Internazionale, in orbita a 400 km di distanza dalla superficie terrestre, Alexander ha potuto interagire con Rollin' Justin utilizzando un tablet e un'app speciale, che gli ha permesso di inviare al robot una serie di comandi. Non si tratta però delle classiche operazioni di comando a distanza, dato che Rollin' Justin è semi-autonomo. Questo significa che può eseguire molte operazioni in autonomia, ma talvolta necessita di ordini da parte di un operatore umano.
Durante il test, a Rollin’ Justin era stato affidato il compito di recuperare un’antenna da un lander e poi spostarla in un’altra posizione. Ma si è verificato un incidente quando dal dispositivo vicino ha cominciato a fuoriuscire del fumo! Alexander ha chiesto a Rollin’ Justin di indagare più a fondo. Il fumo era causato da un’unità di calcolo malfunzionante, che Alexander ha ordinato al robot di rimuovere e riporre nel modulo di atterraggio. L’astronauta e il suo amico robot hanno risolto la situazione, grazie alla capacità di Rollin’ Justin di percepire ciò che lo circondava e all’uso sapiente da parte di Alexander dell’app ben progettata!

I nostri robot e la loro intelligenza artificiale migliorano continuamente. Essere in grado di ricorrere ai robot per portare a termine compiti rischiosi, come le missioni in ambienti planetari pericolosi, aiuterà a proteggere la vita degli astronauti umani. Grazie alla collaborazione con i robot, in futuro saremo in grado di costruire basi sulla Luna, su Marte e su altri pianeti in modo sicuro ed efficiente. Questo ci permetterà di esplorare nuovi mondi e di fare scoperte entusiasmanti!
Immagina di essere un astronauta e di avere un collega robotico. Che tipo di compiti vorresti affidargli? Come lo chiameresti?
Curiosità: L’anno scorso l’astronauta dell’ESA Paolo Nespoli ha collaborato con Rollin’ Justin e ne è rimasto così entusiasta che ha chiesto ai suoi colleghi di equipaggio Randy Bresnik e Jack Fischer di provarlo a loro volta!