L'astronauta dell'ESA Thomas Pesquet ha appena affrontato un'intera giornata di esami in preparazione alla missione sulla Stazione Spaziale Internazionale.
Insieme all'astronauta della NASA Peggy Whitson e al comandante della Roscosmos Oleg Novitsky, Thomas è stato interrogato su tutti gli aspetti che riguardano il funzionamento del modulo Soyuz che porterà il nuovo equipaggio sulla Stazione Spaziale Internazionale a fine novembre. Le prove sono state studiate per essere quanto più realistiche possibile. Thomas e i suoi colleghi hanno addirittura indossato la loro tuta pressurizzata Sokol! Utilizzando un modello completo e in dimensioni reali di Soyuz, il trio ha eseguito il lancio, l'attracco alla Stazione e il ritorno sulla Terra. Gli istruttori hanno simulato diverse anomalie per verificare le reazioni degli astronauti e stabilire se fossero in grado di portare a termine la missione.

Prima dell'attracco, i sistemi radio e di controllo hanno smesso di funzionare e il comandante Oleg e il copilota Thomas hanno dovuto eseguire la complessa procedura di attracco manuale. Quindi hanno simulato il ritorno sulla Terra a bordo di Soyuz. Gli istruttori hanno preparato diverse situazioni di crisi per questa parte del test! Inizialmente si è verificata una perdita dal serbatoio di ossigeno di riserva, quindi il malfunzionamento di un motore all'accensione dei propulsori e infine, proprio quando Thomas pensava che il peggio fosse passato, si è verificato un guasto del computer di Soyuz!

Thomas e i suoi colleghi hanno superato brillantemente ogni prova e gli istruttori sono rimasti colpiti dalla loro capacità di affrontare ogni situazione. Sono stati tutti abilitati ufficialmente a volare su un vero Soyuz fino alla Stazione Spaziale Internazionale. Il lancio sarà tra meno di due settimane.
La prossima volta che studierete per sostenere una prova scolastica ricordate che non siete i soli: anche gli astronauti devono fare gli esami!
Curiosità: Thomas, Peggy e Oleg sono ora in quarantena al cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan. Questo per garantire che siano in perfetta salute e non trasportino batteri o virus alla Stazione Spaziale Internazionale!