Un gruppo di agricoltori statunitensi ha un problema: per molti anni ha utilizzato enormi quantità d'acqua per coltivare terreni molto estesi, ma oggi le riserve d'acqua disponibili si stanno esaurendo. Un aiuto potrebbe venire da una tecnologia derivata da un progetto dell’ESA, che sembrerebbe in grado di favorire la conservazione dell'acqua ed evitare che le piantagioni soffrano la sete!
L’idea è venuta a un ex collaboratore dell’ESA, Javier Marti, che ha osservato che alcuni campi vengono irrigati troppo, causando un notevole spreco d'acqua. Sarebbe possibile usare i satelliti per vedere quali campi hanno veramente bisogno d’acqua? Javier pensa di sì!

L’idea centrale è quella di usare i satelliti che orbitano intorno alla Terra, gli stessi che normalmente aiutano le persone a orientarsi sulle strade con i sistemi di navigazione. Analizzando i segnali riflessi dei satelliti di navigazione, Javier ha scoperto che è possibile misurare quanta acqua è presente sul territorio sottostante: nei campi, nella neve o nelle zone paludose; si può persino misurare il livello dell'acqua nei bacini idrici. Questi segnali possono rivelare quali campi hanno bisogno di essere irrigati e quali hanno una scorta d’acqua già sufficiente.

Nei prossimi mesi, molti agricoltori useranno questi dati per stabilire quando e quanto irrigare i loro campi. L'auspicio è che questa gestione più efficiente permetta loro di risparmiare il 30% dell’acqua che utilizzano normalmente. Non solo: le coltivazioni, ricevendo esattamente la quantità d'acqua di cui hanno bisogno, potrebbero crescere meglio di prima!
Se l’idea di Javier funzionerà, potrà essere usata in molte altre zone per risparmiare acqua, e tutto grazie a satelliti che già orbitano intorno alla Terra.
Curiosità: L'analisi dei segnali riflessi dei navigatori satellitari rappresenta una tecnologia rivoluzionaria e, nei prossimi anni, potremmo assistere a molti altri utilizzi di questa tecnologia!